che tristezza lasciare la casa in cui sei nato, i tramonti dietro le betulle, le corse contro i pagliai, solo ora capisco la tristezza di mio padre sradicato dalla sua terra come una barbabietola, la sua commozione nel rivangare i suoi campi, vedo ancora quegli occhi lucidi prima di partire
PRIMA DI PARTIRE
vorrei essere qui e altrove, entrare una sera d’inverno come un’alta marea e uscire dalla finestra del piano di sopra in una mattina di luglio aggrappato a un cipresso, rincorrere conigli dietro le siepi o tra vicoli deserti una ragazza di città