dal 1 al 12 luglio 2005
ore 20-24
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Mi sono perso una luce dietro casa, una delle tante, calda come un onda di luglio, vibrante più dellultrasuono. Me ne stavo lì fermo sul ricordo di un cielo senza battiti dali, nascosto in un angolo a spiare il pomeriggio con poche risonanze e sensi del chissaché: così mi è sfuggita di mano o dalla coda dellocchio per fossi dacqua e anche più in fondo. Lì, appeso a un cortile vuoto destate mangiando albicocche attonito per lontani frastuoni di una strada che porta al non so dove a trovare qualcuno. Non ho pianto la sua mancanza, gli spiragli accecanti di là dal muro, sinuosi come erba tra le pietre, mi ricordano che ancora il buio risiede altrove, lontano dai corridoi e i sottoscala, che il bagliore nasconde lorigine di ogni respiro, che ogni sorgente assomiglia alla destinazione, senza coscienza del cielo o nostalgia del mare. In fondo al campo, dove finisce lerba, disteso senza vedere lorizzonte, attento al pulsare del cuore sotto la terra e al rumore dei passi dallaltra parte del pianeta, con una musica fresca nel petto mi sono addormentato allombra del controluce, senza più il timore di non esserci mai stato.
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